immagine di donna che scrive

Recuperare e ripubblicare scrittrici “dimenticate” è l’obbiettivo della nostra casa editrice. Noi speriamo di riuscire a restituire la voce a quante più di loro possibile. Intanto Vi facciamo un elenco di 5 scrittrici dimenticate che, secondo noi, andrebbero lette almeno una volta nella vita.

  1. AMALIA GUGLIELMINETTI Una vita complessa, tante opere e un nome che sfugge tra le pagine dei libri di scuola. Nata in una famiglia dell’alta borghesia, sin da giovanissima, vuole sfuggire alla rigida istruzione e disciplina imposta in casa. Inizia subito a scrivere e nei primi del Novecento frequenta il circolo di cultura torinese, dove intreccia anche una relazione con Guido Gozzano. Le sue opere descrivono donne dannunziane, l’amore, anche quello carnale, tanto che il suo romanzo “Quando avevo un amante” verrà sottoposto a processo per oltraggio al pudore. (vi abbiamo fatto venir voglia di leggere un suo libro? Tipi Bizzarri è quello che fa per voi!)
  2. CAROLINA INVERNIZIO. E’ stata, probabilmente, la più prolifica scrittrice italiana: circa 130 titoli, pubblicati in una lunga e onorata carriera. In molti, forse a causa dell’imperdonabile successo, dell’amore appassionato dei lettori e soprattutto delle lettrici, le rivolsero duri insulti. Venne chiamata «conigliesca creatrice di mondi», «Impudente scombiccheratrice di carte» e Antonio Gramsci, la chiamava «onesta gallina della letteratura italiana». Carolina, fiduciosa nella missione pedagogica del romanzo popolare, non si fece abbattere rispondendo con ironia agli insulti: «Io ho dei critici un’allegra vendetta. Che le mie appassionate lettrici ed amiche sono appunto le loro mogli, le loro sorelle». ( Siete curiosi di leggere un suo romanzo?…allora vi consigliamo di continuare a seguirci!)
  3. ANNIE VIVANTI è nota alle cronache di fine Ottocento soprattutto per la relazione con Giosuè Carducci. Lei ha ventiquattro anni, lui cinquantacinque, i loro rapporti apparentemente erano molto formali, e lei in pubblico gli dava del Voi, nell’intimità lo chiamava il mio caro Orco.  Lo scandalo impazza nei circoli letterari. Ma due anni dopo Annie sposerà un giornalista irlandese che le darà una figlia, Vivien Chartres, diventata in seguito un’acclamata violinista. A lei si ispira il primo vero best-seller della Vivanti, I divoratori , in cui la scrittrice si interroga sul talento di una figlia che distrugge e cannibalizza quello di una madre, che a sua volta aveva fagocitato quello della propria madre, in una spirale di dolore che suona come un terribile presagio. Annie non sopravvive al suicidio della figlia e muore nel 1942.
  4. WILLY DIAS è lo pseudonimo usato da Fortunata Morpungo. Negli anni tra le due guerre mondiali, fu la giornalista triestina per eccellenza, oltre che popolarissima autrice di libri rosa. Nel 1927 fu allontanata dal «Caffaro»e privata della liquidazione perchè antifascista. Da allora, con incredibile prolificità, giunse a pubblicare sino due libri l’anno con il quale riscosse un grande successo.
  5. JANE GREY è lo pseudonimo della marchesa Clelia Romano Pellicano. Come molte altre nobildonne della sua epoca, occupa il tempo mettendosi a scrivere, ed inizia con alcune novelle, Coppie, seguite da altre che descrivono l’ambiente agreste che ha sotto gli occhi, titolate appunto Novelle calabresi, e un romanzo, Verso il destino. Donna forte e decisa, ha sempre lottato per vincere le sue battaglie, in particolare quella sui diritti delle donne. Sfruttò, infatti, la sua posizione privilegiata e le sue conoscenze, partecipando a conferenze femministe e a battaglie per il diritto delle donne al voto, all’istruzione, per l’affermazione di una dimensione extradomestica della donna e della rivendicazione del ruolo femminile nella stampa dell’epoca.

Quali altre scrittrici vorreste vedere ripubblicata? Fatecelo sapere nei commenti!

A presto!

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