Renata Viganò
Renata Viganò

Tutti conosciamo Renata Viganò per il suo romanzo L’Agnese va a morire, ma cosa altro ha scritto?

Renata Viganò nasce a Bologna nel giugno del 1900 e proviene da una famiglia borghese che le permette di avere un’educazione privata. La famiglia Viganò fece stampare a proprie spese la prima raccolta di poesie della figlia ancora dodicenne, Ginestra in fiore quando Renata aveva solamente 12 anni. Ginestra in fiore le fece conquistare le cronache del giornale locale, Il Resto del Carlino, che il 22 gennaio del 1913 le dedicò un breve articolo, intitolato “La poetessa dodicenne”.

Nel 1915 Renata Viganò da alle stampe Piccole fiamme, la sua seconda raccolta poetica. Nel 1917 la ditta di famiglia fallisce e Renata è costretta ad andare a lavorare. Aveva sognato di fare il medico, ma fece prima l’ inserviente e poi infermiera.

Nel 1933 Renata Viganò ha il suo esordio narrativo con Il lume spento

Dopo l’avvento del fascismo in Italia conosce Antonio Meluschi, la conoscenza avviene in circostanze romanzesche. Renata, nel dicembre 1935, diede a un amico 35 lire per salvare un giovane imprigionato per motivi politici. Quel prigioniero era Meluschi che, temendo un nuovo arresto, si fece ospitare in casa di Renata per una notte. I due si innamorano e si sposano. Meluschi si unisce ai partigiani, e anche Renata, a Bologna, cominciò ad aiutare gli sbandati dell’esercito. Renata si unì alla Resistenza tenendo con sé il figlio Agostino, detto “Bu”, di soli sette anni. Da questa esperienza trae spunto per la sua opera più famosa scritta nel 1949 L’Agnese va a morire che le valse il premio Viareggio.

Renata si ispirò alla Resistenza per altre due opere.  Donne nella Resistenza, omaggio alle donne antifasciste bolognesi, scritto nel 1955 e Matrimonio in brigata, scritto nel 1976.

Renata Viganò con le mondine di Bentivoglio, 25 aprile 1952

Dopo L’Agnese, l’ attenzione della Viganò per le donne del popolo le fece scrivere Mondine nel 1952, la sintesi di un’inchiesta svoltasi tra maggio e giugno 1951 durante la campagna di monda in Lomellina. Dieci anni dopo, pubblica Una storia di ragazze. Il romanzo segue le vicende diverse e dolorose di ragazze di differente estrazione sociale ma egualmente “sopraffatte” dal mondo maschile.

Renata Viganò morì a Bologna il 23 aprile del 1976, senza riuscire a vedere la trasposizione cinematografica della sua Agnese nel film di Giuliano Montaldo.

Voi quale libro di Renata Viganò avete letto? Qual è il vostro preferito? fatecelo sapere nei commenti!

A presto!

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